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Miele

La terra incontaminata, con il suo clima sempre mite e la sua ricca flora spontanea di macchia mediterranea, offre una varietà di mieli forse unica per le sue proprietà dolcificanti, nutritive e di medicamento.
L’arte di fare il miele è molto antica ad Oliena , lo testimonia il ritrovamento datato 1850 circa della statuetta del dio greco Aristeo in località Dule.
​​​​​​​Questa statuetta rappresenta il Dio ragazzo sul cui corpo sono posate alcune api. La scelta va dal pregiato miele di corbezzolo, decisamente amaro e ricercato per le sue proprietà curative, al miele balsamico di eucalipto; dal gusto deciso di cardo a quello delicato di lavanda; da quello calmante di arancio a quello stimolante del rosmarino, fino ad arrivare al miele millefiori che racchiude tutti i profumi e le caratteristiche della tipica flora sardo-mediterranea
Abbathu -

Abbathu - "Abbamele"

€ 4,70

L’abbamele viene preparato dopo la smielatura (cioè l’estrazione del miele dai favi). E' uno dei più antichi prodotti gastronomici della cultura rurale della Sardegna. Si tratta di un derivato del miele le cui modalità di produzione tradizionali seguono diverse fasi di lavorazione. La ricetta tradizionale prevede che una volta completata la spremitura dei favi, i favi contenenti, miele residuo e polline vengono immersi in acqua calda  in modo che l'acqua sciolga tutto il miele ancora contenuto. A questo punto, attraverso l'utilizzo di un opportuno mescolatore, si cerca di disfare tutti i grumi di cera e polline. La cera affiorante viene quindi spremuta ulteriormente e conservata in appositi contenitori. L'acqua rimanente dalla fase precedente viene filtrata con un panno di lino e  sistemata in una caldaia idonea assai capiente. Qui inizia la bollitura di raffinazione dove vengono aggiunte bucce d'arancia o di limone tagliate finemente, e si eliminano le impurità che risalgono sulla superficie. Il contenuto della caldaia diventa a poco a poco sciropposo e deve essere tenuto in continuo movimento per evitare che si attacchi sul fondo e si caramellizzi; finché il colore diventa sempre più scuro e il sapore sempre più dolce per via della concentrazione. Quando il liquido assume una consistenza simile a quella del miele il prodotto è pronto per essere invasettato. L’abbamele può essere considerato un dolcificante e viene, spesso, utilizzato per la preparazione di numerosi dolci sardi (tiliccas, pani  ’e sapa, pabassinos de sapa, pistiddos  ecc..) in sostituzione della classica sapa di mosto d’uva o di quella di fico d’india (Sapa ‘e figu morisca) Oltre che per la preparazione di dolci l’abbamele è ottimo spalmato sul pane oppure con la ricotta fresca, preferibilmente di pecora(*vedi nota), formaggi freschi, yogurt e gelati.

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